lunedì 16 ottobre 2017

Torta di mele e ricotta 2.0 (a strati, con mandorle!)

A volte le cose più facili sono anche le più difficili.
Che poi, "difficile", è una parola davvero relativa...
O meglio, fino a che non ho preparato per la seconda volta la torta con mele e ricotta dell'ultimo post non mi ero minimamente resa conto di quanto alcuni insignificanti passaggi a volte sottintesi possano incidere sulla buona riuscita di un piatto.

Alcune preparazioni sono sicuramente più delicate di altre: basta uno stampo diverso, un forno diverso, una mano diversa, e tutto prende un'altra piega (a volte anche migliore di quella prevista!), e in alcuni casi, vuoi per via di quello che offre la dispensa, vuoi per via del tuo forno un po' scassato, vuoi perchè in un modo o nell'altro vorresti rimediare a quel piccolo difetto che non la rende la ricetta dei tuoi sogni (ma sai che potrebbe esserlo!!!), alcune preparazioni ce le decliniamo a nostra immagine e somiglianza e qualche correttivo fa sì che "ci" funzionino a pennello!

Un amore a prima vista è stato appunto la ricetta che avevamo cucinato insieme da Giulia il mese scorso: mele e ricotta e questo già basta a conquistarmi.


Ma qualcosa nella cottura (e nella parte centrale della torta) ci aveva un po' perplesse, e questo, unito alla bontà del dolce e alla voglia di riprovarlo, mi ha portata a rifarla a casa con qualche aggiustatina di qua e di là.

PRIMA COSA: amo le nocciole, ma vogliamo parlare di quanto ami le mandorle??? ;-P
E mele e mandorle sono per me un accostamento semplice, perfetto, anche un po' "vintage" e sicuramente imprescindibile. Quindi, via le nocciole e vai di mandorle (vabè, questa cosa non incide sul risultato finale ma è un po' quell'"aggiustarsi addosso che dicevo prima...)

POI: avevo casa piena di albumi (una ventina, qui stiamo in piena lievitazione di pandori e panettoni e chevvelodicoaffà, ho esuberi di uova in ogni anfratto di frigo e freezer) e questo mi ha portata a riflettere sul fatto che è vero che spesso è la dispensa che ti suggerisce le soluzioni che fanno per te: se è vero che il tuorlo "arricchisce" gli impasti, l'albume li "tiene" (scusate il linguaggio un tantinello prosaico e non troppo tecnico che uso ;-P ma io nella mia testa mentre cucino ragiono esattamente in questi termini, e devo dire che funziona!), e la nostra torta aveva leggermente ceduto al centro, quindi andare di albumi invece che di uova mi pareva una buona idea...

IN ULTIMO: lo strato più delicato della torta in questione era quello interno alla ricotta, e il libro dal quale la torta proviene recava anche la foto di una fetta, sulla quale poi noi ragazze ci siam scervellate un bel po'. Uno strato netto di ricotta bianca (cosa che avvalora la mia tesi che non ci fossero tuorli in quel composto) che però a noi si era un po' sconquassato in cottura.

Quindi, qualcosa nell'esecuzione doveva cambiare:

  1. impasto un po' più sodo (e in questo in aiuto sono arrivati gli albumi al posto delle uova e secondo me anche una leggera riduzione che per mio gusto personale ho fatto dello zucchero, da 180 a 150 grammi, perchè, per non saper nè leggere nè scrivere lo zucchero a parer mio un po' "fluidifica" eh?)
  2. mele (anzi mela) a fettine sottilissime come primo strato (e non sopra alla ricotta come da ricetta originale), come a creare una sottile piattaforma sopra alla quale mettere il ripieno alla ricotta
  3. lasciare un bel bordo di pasta per saldare il sopra e il sotto dell'impasto in cottura
  4. distribuire l'impasto superiore aiutandosi con una spatola e partendo dall'esterno verso l'interno,  ma non prima di averlo leggermente diluito con due o tre cucchiai di panna aggiunti (perchè se sotto ci sta bene un impasto sodo sopra meglio un filino meno sennò vi tirate via tutta la ricotta ;-P)
E comunque, siccome questa torta mi piace da matti, e già sapevo che ve l'avrei ripropinata, ho fatto delle fotine passo-passo perchè questo dolce mi pareva proprio quello ideale "visualizzare" quello che di fatto è il mio lavoro, oltre a cucinare e fotografare. Lo styling, ovvero quella strana cosa che è eseguire le ricette a regola d'arte, anche e soprattutto, forse, le più semplici (che so' quelle che te fregano!), e per il quale una vera regola scritta non c'è: ovvero se ad una ricetta ti pare di aver capito, stai certo che alla successiva (se per lavoro cambi in continuazione soggetto) ti tocca inventarti altro per cavar fuori le gambe dall'ennesimo potenziale disastro culinario... :D








In questa torta solo un'ultima piccola cavolata ho di nuovo fatto (basta distrarsi un attimo... ;)), e che alla prossima (perchè sì, cambi sempre ma questa entra dritta dritta nella top ten o giù di lì, perchè è devvero troppo buona e la rifarò prestissimo) eviterò con tutta me stessa: non avevo uno stampo da 20 cm sotto tiro ed ho forzato la mano in uno da 18.
Questo ha fatto sì che in cottura il bordo non fosse protetto ma anzi arrivasse proprio a filo dello stampo e tendesse a dorare troppo.
Io quindi già dopo circa 50 minuti, ho preso e ho spostato tutto, in cottura, nella parte bassa del forno. Questo ha fatto sì che non si asciugasse alla perfezione la solita delicata parte centrale e superiore della torta. Parliamo di pochissimo. Bastava non spostarla,e  al limite darle ancora un 5-10 minuti di forno in più.
Con uno stampo da 20 si risolvono un sacco di questioni insomma: si cuoce e asciuga meglio e non si espone troppo il bordo della torta... :)

Ecco a voi (di nuovo, ma versione Vaniglia, la ricetta)




Torta di mandorle, mele e ricotta
ingredienti
120 g di burro morbido
150 g di zucchero
3 albumi (= 120 grammi)
100 ml di panna + 25 ml
225 g di farina 0
16 g di lievito in polvere
80 g di mandorle tritate molto finemente
per il ripieno 
250 g di ricotta molto ben scolata di in un colino per eliminare i liquidi in eccesso
1 albume (=40 grammi)
1 mela grande, sbucciata e tagliata a fettine sottili
succo di un limone
1 cucchiaio di zucchero di canna in cristalli
per la finitura alle mandorle
un cucchiaio di zucchero di canna in cristalli
3 o 4 cucchiai di mandorle a lamelle

Preriscaldare il forno a 170 °C e imburrare e infarinare o rivestire di carta da forno una teglia del diametro di 20 cm.

Preparare il ripieno mettendo in una ciotola la mela tagliata a fettine sottili con il succo di limone.
In una ciotola a parte mescolare la ricotta con l'albumee lo zucchero.

A parte, lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro, aggiungere quindi gli albumi, mescolando bene. Aggiungere la panna e mescolare ancora.
Aggiungere la farina e le mandorle finemente tritate, e continuare a battere fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versare 3/4 dell'impasto nello stampo. [figura 1.]

Facendo attenzione a lasciare un bordo di almeno un cm tutto intorno, disporre le mele in un unico strato sottile [figura 2.], proseguendo poi con la ricotta [figura 3.]: lo strato di ricotta non deve superare lo spessore di un dito, e nel mio caso ne è avanzato un po' (ma io ho usato uno stampo leggermente più piccolo di quello che sarebbe stato ottimale, in ogni caso per non compromettere il dolce evitate di fare lo strato di ricotta troppo pesante, al limite, per il composto, usatene 200 grammi invece che 250 e servitevi di un albume di un uovo piccolo ;)).

A questo punto aggiungere la restante panna (25 ml) nell'impasto e mescolare bene.
Partendo dai bordi della torta, ed aiutandosi con un coltello a lama tonda o una piccola spatola (o il dorso di un cucchiaio)spatolare il restante impasto sopra la ricotta, avendo cura di saldare bene l'impasto sotto la farcitura con quello sopra.  [figura 4.]
Continuare fino alla fine dell'impasto e fino a chiudere il ripieno alla ricotta  [figura 5.]

Finire con le mandorle a lamelle  [figura 6.] e cuocere per un'ora e un quarto circa, o fino a che uno spiedo in legno inserito nella torta non ne esce perfettmente asciutto.

Sfornare e dopo corca 10 minuti sformare.

Lascoar raffreddare completamente e spolverare a piacere di zucchero a velo.

(e scusate se ve l'ho fatta tanto lunga, ma vi assicuro che questa torta merita ;))


mercoledì 27 settembre 2017

Settembre, di torte di mele e ricotta e storie di amiche legate da un pezzetto di spago, una vagonata di libri, e una lente da 50 mm

Settembre porta con sé una valigia enorme e leggera.
E' il mese perfetto per "iniziare", ma anche per "raccogliere" (i frutti della fatica della "prima parte dell'anno", l'uva, i pensieri... ;-P).

E' un mese fatto di odori ritrovati, come gli aghi di pino bagnati lungo il viale di casa, in città, di prime piogge benedette (ma dura pochissimo, ci si stanca in un attimo!), di quell'effetto che fa tanto "magazine" di quando ti metti jeans e prima sciarpa a scacchi e sei ancora abbronzata, del gatto, che all'improvviso, dopo un'estate selvaggia di appostamenti, avventure con gli altri felini di zona, e le enormi ronfate nelle ore calde, sembra impazzito e appena ti siedi, anche per tre secondi, ti si catapulta addosso "pigiando" e facendo fusa, cercando il calduccio.





Io a Settembre arrivo sempre con una energia speciale, anche se questo 2017 è stato per me così carico da non capire mai bene a che punto sono (e come, e perché).

Proprio per questo, appena (per un attimo) ho messo un piede fuori al tourbillion di lavori e fatiche e corse contro il tempo di inizio anno, e appena tirato il fiato e "svoltato l'angolo" (l'angolo sarebbe luglio > settembre ;)), mi sono resa conto che i semini faticosamente e con infinita cura messi negli ultimi anni, qualche fogliolina la stanno mettendo.

E non parlo solo della mia passione per la cucina per la fotografia e del lavoro che hanno portato con sé, ma anche di tutto quello che vi gravita intorno.

Quindi questo settembre per me speciale, che vede concretizzarsi nuove collaborazioni che in maniera differente mi hanno spinta a sondare aspetti della cucina diversamente articolati e per me tutti bellissimi, e presto l'uscita di un nuovo libro (sì, un libro in arrivo, speciale, faticoso e a quattro mani), ha avuto un inizio per me folgorante, anche per altri aspetti che fosse così altri non sono...







Ciò che mi ha folgorato in questo passaggio agosto-settembre, è stato un finesettimana in Toscana in cui un gruppo di amiche che ormai da anni si conosco e si frequentano sul web grazie alla loro passione comune relativa allo scrivere, al leggere, al parlare di cibo, di luoghi (reali e dell'anima) e di cucina (e per le quali la cucina stessa è, anche, un luogo dell'anima), si è raccolto finalmente in un unico luogo fisico per stare insieme, e stop.

Ovviamente in questo "stop" (inteso nel senso di nulla di programmato in anticipo) si è concentrato l'inimmaginabile (o forse immaginabile? ;-P) di quanto può accadere quando amiche di vecchia data e con un botto di interessi comuni si incontrano finalmente dopo tanto tempo e riescono a ritagliarsi uno spaziato per sé.



Quindi ecco, anche questo post fa parte di quella parola "stop", ovvero fa parte di tutto quello che non era previsto, o almeno non programmato, ma che alla fine è scaturito da sé, come la torta di mele che ci siamo messe, tutte insieme, a cucinare (vabè io soprattutto fotografavo ;-P), e al sugo di zucca e porcini che Giulia ha improvvisato per condire i pici che lei ha impastato e tutte insieme abbiamo fatto, insieme alle tagliatelle.

Eravamo addirittura due Rosselle, ovvero io e la Ross di Ma che ti sei mangiato, poi ovviamente Tommaso e Giulia di Juls' Kitchen, dato che aravamo letteralmente a casa loro, e poi la mia Barbarella di Pane&Burro e Laura di Ricette e Vicende e la dolcissima Daniela di Smile Beauty and More.

Sorrisi tanti, abbracci, poi farina e mani, tante mani, e uova e grembiuli e macchine fotografiche; e poi baffi e barbe (perché c'erano pure consorti sparsi, che non metti pure qualche marito? ;)), tavolate e pentole e risate, poi pile di libri, riviste di cucina, discorsi che si accavallano allegramente l'uno sull'altro, e mele da sbucciare (e da sgranocchiare), e luce, luce ovunque e quall'arietta che sembrava farci respirare davvero a pieni polmoni per la prima volta dopo tanto tempo, e che forse non era solo il tempo di un'estate lunga e tanto afosa...












Insomma noi eccoci qui, in qualche scatto che io sono andata rubacchiando in giro, e in coda anche la ricetta della torta con mele nocciole e ricotta, che viene da uno degli infiniti libri che ci sono passati di mano in quei giorni.

Il libro è Ostro : The pleasure that comes from slowing down and cooking with simple ingredient, di Julia Busuttil Nishimura, food writer e contributor per Australian Gourmet Traveller, The Design Files, il mio amatissimo Design*Sponge, Assemble Papers and Yen.

Come ho detto a Giulia qualche giorno fa, è incredibile come mi senta a casa, ormai, quando dopo aver parcheggiato la macchina mi avvicino al cancello: Noah (che è più grande di me) che si avvicina felice con la lingua penzoloni e la coda scodinzolante; salutare sua mamma e abbracciare lei.

Ecco, questo è per me un altro pezzo di casa.




Torta con mele nocciole e ricotta
ingredienti
120 g di burro morbido
180 g di zucchero
2 uova
100 ml di latte intero o panna
225 g di farina 0
1 bustina (16 g) di lievito in polvere
80 g di farina di nocciole o nocciole finemente tritate
per il ripieno 
250 g di ricotta molto ben scolata di in un colino per eliminare i liquidi in eccesso
2 tuorli
la scorza di un limone non trattato
1 mela grande, sbucciata e tagliata a fettine sottili
succo di mezzo limone
1 cucchiaio di zucchero di canna in cristalli
per la finitura alle nocciole
un cucchiaio di zucchero di canna in cristalli
80 gr di nocciole tritate grossolanamente
qualche fiocchetto di burro

Preriscaldare il forno a 170 °C e imburrare o rivestire di carta da forno una teglia del diametro di 20 cm.

Preparare il ripieno mettendo in una ciotola la mala tagliata a fettine sottili con il succo di limone.
In una ciotola a parte mescolare la ricotta con i tuorli e lo zucchero.

A parte, lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro, aggiungere quindi le uova, mescolando, una alla volta. Aggiungere il latte e mescolare ancora.
Aggiungere la farina e le nocciole finemente tritate, e continuare a battere fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versare 3/4 dell'impasto dello stampo.

Coprire con uno strato di mele, poi con la ricotta (lasciando un bordo di un cm tutto intorno) e finire col restante impasto e le nocciole tritate grossolanamente, lo zucchero in cristalli e il burro a fiocchetti.

Cuocere per 50 minuti o fino a che una lama inserita nella torta non ne esce asciutta.

nota
Come potete osservare dalla prima foto, la torta a noi è rimasta un po' umida e poi è collassata al centro.
Per ovviare alla quale cosa la riunione dei saggi (o meglio delle sagge) ha decretato che oltre a diminuire la percentuale di liquido (il latte intero, che nella ricetta originale era panna, abbiamo convenuto dovesse essere ridotto da 125 ml a 100 ml, e la ricotta molto ben scolata...
Le mele, che nella ricetta originale e nella nostra prima esecuzione erano state collocate sopra la ricotta nel ripieno, io qui le ho riportate sotto alla ricotta invece che sopra, come a farle da base, e siamo tutte d'accordo sul fatto che le mele vadano tagliate sottilissime, e messe a formare una sottile "piattaforma" alla ricotta, prima della copertura finale.
Insomma, deve venire una torta che tagliata è a strati.

Adesso ho voglia di rifarla, che ve possino <3

Aggiornamento del 16 ottobre 2017
ECCO QUI LA VERSIONE REALIZZATA CON I CORRETTIVI DELLA NOTA DI CUI SOPRA, PIU' ALTRO, LIPPERLI' ;-P: https://vanigliacooking.blogspot.it/2017/10/torta-di-mele-e-ricotta-20-con-mandorle.html


















p.s. dovete scusarmi ma a 'sta botta non mi sono proprio regolata con le foto. Ero certa di essere in grado di selezionarle, e invece niente, questa volta no. Questa volta non ho manco postprodotto le linee verticali e orizzontali, e si vede. Come dice Giuliettina vita vera, e oggi non volevo risparmiarvi nemmeno una briciola.

Ah e il video???
Perchè c'è anche un video eh? :)

martedì 19 settembre 2017

Agosto: ricordi (sparsi) d'estate (pensando all'autunno ;-))

Cammina sul bagnasciuga e compone il numero: "Pronto, ti annuncio che è ufficialmente iniziata la fase detox di quest'estate".

Lei risponde dalla collina lì a due passi. "Sì? E in cosa consisterebbe questo detox?"

"Ah, prima di tutto smettere di lavorare, e poi dormire tanto; poi certamente fare quello che vuoi (ma insieme a me), e poi (sempre insieme), fare lunghissimissime passeggiate in riva al mare di cui buona parte con l'acqua alla vita, e mangiare cose sane, bere tantissimo e vabè pure qualche aperitivo in casa, preparo io, e aspettare il tramonto in spiaggia, e..."



Sente lei che ride dall'altro capo del telefono, e dice "Sì", con quella voce che è ormai adulta ma che a noi due sorelle grandi sembra sempre un po' piccola (o che vorremmo che così fosse...).

La mia estate è iniziata così, ed è stata bella e strana, mai del tutto "vuota" di impegni o piccole beghe da risolvere, come avrei voluto, ma sempre bellissima, perché al mare è bellissimo. Lì arriva all'improvviso tutta la luce e tutto il giallo che aspetti durante il grigio anno lavorativo in città.

E poi si raggruppa la famiglia, si incontrano i cugini, si fanno piani "detox" con le sorelle.

I piani detox dell'estate ci servono per poter fare al meglio quelli del freschetto dell'autunno, per immaginare plaid, tè e vellutate di zucca, per boccheggiare al caldo e vagheggiare al primo fresco di settembre le lucine dell'albero di Natale che sarà (sì, lo confesso;)).


La mia estate è stata così, ho fatto (finalmente) poco e niente: insalate di frutta gialla da mangiare sotto l'ombrellone con mia sorella, passeggiate in mezzo ai campi di grano a scoprire biciclette che sembrano parcheggiate dalla notte dei tempi, ad osservare a lungo gatti che si stiracchiano pigramente, a provare ricette per il primo lavoro già in partenza a fine mese, a ricordare che sì, per noi, per le ricette "di casa", d'estate, in fondo basta arrostire due pannocchie di mais...



E poi ho pensato anche al futuro prossimo, alle piccole grandi novità, alla finestra nuova con la luce della quale (tantissima!) sto ancora facendo i conti, e a tutto quello che devo ancora e voglio ancora raccontarvi.

Oggi va bene niente ricetta?
Questo post era intanto per dirvi che ci sono, che non mi tenevo e volevo fare capolino e dire intanto buon settembre a tutti.

Presto ne arriva una però, e sicuramente altre storie di cucina!

Intanto buon rientro, avrei voluto scriverlo prima, ma in fondo così sembra che l'estate sia stata un po' più lunga... ;)

A presto, anzi, a prestissimo <3

La Vany ;)


lunedì 7 agosto 2017

Nella valigia delle vacanze...

Nella valigia delle vacanze metterò una manciata di ricette.
Due romanzi gialli.
Un costume a pois.

Metterò il gatto e anche la macchina fotografica. Ma il primo avrà la meglio sulla seconda e alla fine so che non scatterò nessuna foto (o quasi ;-P), e starò sempre con la testa leggera.

Nella valigia delle vacanze metterò la donna che voglio diventare, e i desideri che vorrei provare a realizzare.

Nella valigia delle vacanze ci saranno sicuramente dei pantaloncini corti (di jeans) e dei vestiti a righe (di lino). Perché la donna che voglio diventare in parte è già la donna che sono, quindi un po' di rock e un po' di romantico ce lo ritroviamo di sicuro ;).

Nella valigia delle vacanze ci saranno un sacco di piatti di pasta.

Perché quattro anni fa a quest'ora lavoravo come una matta al il mio primo libro sui biscotti. E le notti in cui li cuocevo e ringraziavo che avrei potuto scattare "con calma" il giorno dopo pensavo "io i piatti di pasta non riuscirò a fotografarli mai: troppo veloci, troppo spettinati, troppo instabili".

E invece eccomi qui.
Con due mesi di ritardo sulla pubblicazione ufficiale (a giugno) di un servizio che ho realizzato con due mesi di anticipo (ad aprile) per i tempi tecnici che impone la stampa, ma sognando ardentemente il mare, nel mentre, ecco a voi quelli che fin da aprile sarebbero stati i miei piatti di pasta per l'estate.

Ve ne lascio qui due-tre, da Fiorfiore in Cucina di giugno 2017, che magari con un po' di fortuna in qualche Coop ancora si trova... ;) (ma se non si trova, potete sempre consolarvi con uno speciale "tutto senza fornelli", che ad agosto ci sta davvero una favola!!! ;)).

Allora ecco a voi.
Insieme ad un abbraccio enorme.


PASTA alla Norma con pesce spada affumicato

Ingredienti per 4 persone
2 piccole melanzane
sale grosso
400 g di pomodorini Datterini (peso netto)
100 g di pesce spada affumicato
2-3 foglie di basilico
olio extravergine d’oliva
sale
pepe

Lavare, mondare e tagliare le melanzane a fettine di 0,5 cm di spessore, e poi disporle a strati in uno scolapasta, cospargendole man mano con sale  grosso; coprire con un piatto e con un peso per eliminare l'acqua in eccesso e togliere il retrogusto amaro. Lasciare da parte per circa un’ora e in ultimo sciacquare bene, scolare e asciugare tamponando con carta assorbente da cucina.
Nel frattempo in un’ampia padella far dorare due spicchi di aglio in un filo d’olio fino a farli dorare, poi unire i pomodorini pelati e aggiustare di sale e pepe. Cuocere per 15-20 minuti, aggiungendo in ultimo un paio di foglie di basilico. Tenere da parte.
In un tegame dai bordi alti, friggere le fettine di melanzane poche alla volta in abbondante olio extravergine d’oliva, salandole e disponendole via via su fogli di carta assorbente.
A parte, tagliare il pesce spada affumicato a listarelle e condirlo con poco olio e basilico tagliato grossolanamente al coltello.
Cuocere i rigatoni in abbondante acqua salata e nel frattempo rimettere il sugo sul fuoco e unirvi metà delle melanzane.
Scolare la pasta al dente e versarla nel tegame contenente il sugo.
Mantecare bene, poi servire con le restanti fettine di melanzana fritte e il pesce spada affumicato e qualche fogliolina di basilico.



Farfalle con alici marinate al limone e pistacchio 

Ingredienti per 4 persone
150 gr di filetti di alici del mare Adriatico già marinati con olio extravergine di oliva
40 gr di pistacchi senza guscio o di polvere di pistacchio di Bronte
300 g di farfalle di farina di kamut
1 spicchio di aglio
100 ml di vino bianco
succo di mezzo limone
scorza di un limone non trattato
prezzemolo
olio extravergine d’oliva
sale

Cuocere le farfalle in abbondante acqua bollente salata scolandole al dente.

Nel frattempo in una capace padella antiaderente o in un wok far imbiondire uno spicchio d’aglio in poco olio e poi ammorbidirvi per un paio di minuti 100 grammi di filetti di alici. Aggiungere il succo di limone e il vino, lasciar sfumare giusto ancora un paio di minuti e versarvi la pasta appena scolata.

Saltare per uno o due minuti e profumare con la scorza di limone, il prezzemolo tritato finemente, pepe a piacere e se occorrono ancora un paio di cucchiai di olio a crudo.

SPAGHETTI integrali alla strombolana con paprica e finocchietto selvatico

Ingredienti per 4 persone
320 g di spaghetti integrali 
120 g di tonno in tranci (peso sgocciolato)
250 g di passata di pomodoro
60 g di olive taggiasche snocciolate 
1 cucchiaio di capperi sotto sale
2 spicchi d’aglio
1 peperoncino piccante
1/2 cucchiaino di paprica in polvere
3-4 rametti di finocchietto selvatico
olio extravergine d’oliva

Disporre il tonno in un piattino, aprirlo un po’ con l’aiuto di una forchetta e cospergerlo con la paprica (lasciandone un pizzico, a piacere, per finire). Tenere da parte.




Sciacquare i capperi sotto abbondante acqua fredda, asciugarli con carta assorbente e tritarli grossolanamente al coltello insieme all’aglio, al finocchietto selvatico (lasciandone poco, a piacere, per finire), e alle olive (tenendone da parte alcune intere per finire). 

In una capace padella antiaderente o in un wok, aggiungere questo trito ad un filo d’olio e far insaporire a fuoco basso, aggiungendo dopo un paio di minuti il tonno alla paprica.
Aggiungere la passata e cuocere a fuoco medio basso per 7-8 minuti, aggiustando di sale se occorre. 

Nel frattempo cuocere gli spaghetti in abbondante acqua non troppo salata, scolarli al dente (meglio sollevarli ancora grondanti e trasferirli nel wok) e trasferirli nel wok.
Amalgamare un minuto o due e servire subito con le restanti olive, il finocchietto messo da parte, un pizzico di paprika. 



In questi mesi ho lavorato tanto ma vi ho pensato sempre.

Così tanto che anche se sembravo lontana dal blog sotto la cenere qualcosa si è mosso.

E a settembre avremo di che parlare. ;)

         B U O N I S S I M A

    E S T A T E

                  A

            TUTTI!!!!!

Rossella

Grazie Dishes Only per i meravigliosi piatti che anche questa volta sono arrivati in prestito per il servizio :-*

TRIBÙ - Handmade Porcelain Bowls 
CERVETERI - Handmade Ceramic Bowls
NUVOLA - Milky White Ceramic Dinner Set



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...