giovedì 18 dicembre 2014

Panettoni con Marron Glacés, vaniglia e cioccolato.

Siete pronti per l'ultimo finesettimana prenatalizio?
Avete già cucinato almeno il 70% di Profumo di biscotti e avete doverosamente impacchettato i risultati?
Vi siete già cimentati con il pandoro?
Oppure, per starcene tutti più tranquilli (ovvero senza mettere in mezzo lievitazioni astruse ma ripiegando con grande soddisfazione sul buon vecchio lievito in polvere), avete già cotto e impacchettato i dolcetti di natale con uvette e brandy?
Avete fatto le stelline con la glassa e avete sferruzzato i "cappotti" per le tisane? E quelli per i biscotti?
Avete già bruciato tutto il Vaniglia-repertorio natalizio e siete affamati di qualcosa di apparentemento un tantinello lungo e complesso ma in verità solo un po' impegnativo.
Tutto sommato sono infatti quasi una sciocchezza per chi è avvezzo alle lievitazioni: solo alcuni rinfreschi ripetuti e ravvicinati e due impasti e stop.
Ci vuole solo un po' di accortezza nel monitorare il "metabolismo" delle lievitazioni: possono richiedere più o meno tempo di quello ipotizzato in funzione del lievito, delle farine e delle temperature ambiente...
Per il resto, il gioco è fatto!
Quindi, se siete già un po' scafati con le lievitazuioni naturali, e vi va di provare, qui a seguire il procedimento per tre panettoni ai Marron Glacés, con vaniglia e cioccolato.
Sul "libro delle mandorle" ;-P, trovate quella che è in assoluto la mia versione preferita, ovvero con agrumi, mandorle, Grand Marnier e olio extravergine d'oliva (addirittura più soffici di questi al burro!), mentre qui sul blog, una versione più classica con vaniglia, castagne candite e cioccolato...
Per le castagne candite fatte in casa, confesso, ci sto facendo un pensierino... magari il finesettimana... ;-)

Allora vado con la ricetta eh?
Io vado... Vado?

Ah, ultimissima cosa e sempre a proposito di cadeaux natalizi e di mandorle: gli albumi (e son ben 12) che avanzeranno dalla preparazione di questi panettoni, potete impiegarli per preparare (e poi regalare) questi amaretti morbidi alle mandorle. Buoni buoni buoni...




Per 3 panettoni da circa 750 g
Preparazione: 3 giorni
Riposo: 5 rinfreschi e 2 impasti per circa 3 giorni Cottura: 25-30'

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Primo giorno e primo rinfresco (ore 18)

50 g di lievito madre
100 g di farina di forza
50 g di acqua tiepida

Unire l’acqua al lievito madre e mescolare bene con un cucchiaio di legno o una forchetta con i rebbi molto larghi. Aggiungere la farina e impastare fino ad ottenere una palla omogenea e ben chiusa. Incidere a croce e mettere a riposare in un luogo tiepido (nel mio caso il forno spento con la lucina accesa) per 4 ore.

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Primo giorno e secondo rinfresco (ore 22)

100 g di lievito madre del primo rinfresco
50 g di acqua tiepida
100 g di farina di forza

Unire l’acqua al lievito madre e mescolare bene. Aggiungere la farina e impastare fino ad ottenere una palla omogenea e ben chiusa. Incidere a croce e mettere a riposare in un luogo tiepido per circa 10 ore.

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Secondo giorno e terzo rinfresco (ore 8)

50 g di lievito madre del secondo rinfresco
50 g di acqua tiepida
100 g di farina di forza

Usare la parte morbida del secondo rinfresco e aggiungervi l’acqua mescolando bene con un cucchiaio di legno. Aggiungere la farina e impastare fino ad ottenere una palla omogenea e ben chiusa. Incidere a croce e mettere a riposare in un luogo tiepido per 4 ore.

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Secondo giorno e quarto rinfresco (ore 12)

100 g di lievito madre del terzo rinfresco
50 g di acqua tiepida
100 g di farina di forza

Unire l’acqua al lievito madre e mescolare bene con un cucchiaio di legno o una forchetta con i rebbi molto larghi. Aggiungere la farina ed impastare fino ad ottenere una palla omogenea e ben chiusa. Incidere a croce e mettere a riposare in un luogo tiepido per 4 ore.

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Secondo giorno e quinto rinfresco (ore 16)

100 g del lievito madre del quarto rinfresco
50 g di acqua tiepida
100 g di farina di forza

Unire l’acqua al lievito madre e mescolare bene con un cucchiaio di legno o una forchetta con i rebbi molto larghi. Aggiungere la farina ed impastare fino ad ottenere una palla omogenea e ben chiusa. Incidere a croce e mettere a riposare in un luogo tiepido per 4 ore.

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Secondo giorno e primo impasto (ore 20)

6 tuorli
140 g di burro morbido
250 g del lievito madre
del quinto rinfresco
250 g di latte tiepido
550 g di farina di forza
120 g di zucchero semolato 
i semini estratti da 2 stecche di vaniglia

Sciogliere il lievito madre nel latte tiepido, poi aggiungervi le farine, la vaniglia e lo zucchero, impastare bene e manmano aggiungere anche i tuorli e impastare bene il tutto per 10-15 minuti.
Incorporare in ultimo il burro morbido e continuare ad impastare fino a che la massa non lo avrà assorbito ben bene, aggiungendo qualche cucchiaio di farina se occorre (sui 50 grammi nel mio caso) fino ad ottenere un composto elastico ed omogeneo.

Incidere l’impasto a croce e mettere a riposare in una ciotola unta di burro in un luogo tiepido (o riparato) per 10-12-14 ore (dipende dalla forza del vostro lievito, dalla farina, dalla temperatura dell'ambiente: l'importante è che la curva della pasta sia sempre tesa, non deve "slievitare" insomma: tenetelo d'occhio dopo 8 ore, per capirci. Deve aumentare 3-4 volte.

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Terzo giorno e secondo impasto (ore 10)

80 g di latte tiepido
25 g di latte in polvere
80 g di zucchero
6 tuorli
140 g di burro morbido
270 g di farina di forza
10 g di sale
150 g di cioccolato fondente tagliato a piccoli pezzi
350 g di marron glacés tagliati in piccoli pezzi
i semini estratti da 2 stecche di vaniglia
cioccolato da decorazione e latte e tuorlo per spennellare

In una ciotola mescolare le farine, lo zucchero i tuorli, il sale la vaniglia, poi aggiungervi il latte tiepido e il latte in polvere ed impastare bene.
A questo composto unire il primo impasto e la frutta candita a tagliata a pezzettini e cominciare ad amalgamare bene, poi, quando l’impasto è ben incordato, il burro morbido, continuando ad impastare e fino ad ottenere una massa compatta, elastica ed omogenea.
Aggiungere qualche cucchiaio di farina se occorre (sui 50 grammi nel mio caso)
Dividere l’impasto in tre parti uguali e con le mani unte d’olio formare tre masse e metterle a lievitare in un luogo tiepido per 20-30 minuti, dopodiché piegarle su se stesse e trasferirle negli stampi di carta. Far lievitare al caldo per 3-4 ore o finché l’impasto non avrà raggiunto il bordo della forma. Nel frattempo preriscaldare il forno a 180° C.
Incidere delicatamente a croce la superficie dei panettoni, spennellarli con poco latte o con latte e tuorlo d'uovo, cospargerli di cioccolato da decorazione, poi cuocerli per 30 minuti o finché l’esterno non è dorato e l’interno non ne risulta asciutto e pulito una volta inserito un lungo stecchino al centro.
Appena cotti vanno subito “infilzati” da parte a parte, trasversalmente, con uno o due lunghi ferri sottili, a croce, a un centimetro dal fondo, e fatti freddare appesi capovolti.

Si conservano per una settimana ben chiusi in sacchetti di plastica per alimenti. Al momento dell’assaggio, passarli nel forno caldo per qualche minuto: sprigioneranno ancora di più la loro fragranza.

lunedì 15 dicembre 2014

Orecchiette con champignon, mascarpone e Camembert

Oggi sarò breve (il che è anche un bella notizia, ogni tanto :)), che sono un po' di corsa, e, a dirla tutta, anche un po' emozionata.
Con alcuni di voi infatti, ovvero i Romani che ce la faranno a fare un salto a La Veranda alla presentazione di All'ombra dei mandorli in fiore, ci vediamo tra pochissimo!!!!!
Per i dettagli e per chi avesse perso la comunicazione di qualche giorno fa, vi rimando qui.
Sappiate che se riuscite a venire a trovarci, o anche solo a fare una capatina, io sarò molto, ma molto, ma molto felice!

Intanto, per il pranzo, vi lascio un piattino di quali facili, immediati, e molto ma molto efficaci.
Sono le mie "orecchiette invernali" (qui per chi volesse c'è la "versione estate"): i funghi champignon, che a tagliarli a me mettono sempre di buon umore, trifolati con tanto tanto prezzemolo, mascarpone, e qualche fettina di Camembert a insaporire il tutto.


La ricetta ve l'ho praticamente già detta, tanto è facile, qui a seguire vi metto giusto due dosi per orientarvi un po'.

Orecchiette con champignon, mascarpone e Camembert
ingredienti (per 3-4 persone)
320 di orecchiette
320 g di funghi champignon
200 g mascarpone
100 g Camembert
prezzemolo
uno spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale, pepe

Tagliare a fettine sottili i funghi, poi farli saltare brevemente in un'ampia padella antiaderente in cui è stato precedentemente fatto imbiondire uno spicchio d'aglio. Salare poco, pepare, cospargere di prezzemolo tagliato sottile, tenere da parte.
Cuocere le orecchiette in abbondante acqua salata, colare al dente, poi versare nella padella contenente i funghi, e, a fuoco bassissimo, mantecare con il mascarpone.
Servire belle calde aggiungendo il Camembert a pezzetti e pepando ancora un po' se piace.

Per il pranzo quindi stiamo a posto.
Per l'aperitivo invece, vi aspetto qui: :)

A fra poco!


All'ombra dei mandorli in fiore 
La presentazione del libro a Roma

Lunedì 15 dicembre 2014
Ristorante La Veranda
Borgo S. Spirito, 73 
(oppure ingresso da via della Conciliazione, 33)

Roma

venerdì 12 dicembre 2014

torta di mandorle, kumquat e vaniglia con yogurt e mascarpone

Questo libro appena uscito ha suscitato in me una specie di magia.
Contro ogni previsione non mi ha stancata.
Come cucina, come ingredienti, intendo (e voi direte "te non sarai stanca ma a noi ce stai a sfini', che non parli d'altro ultimamente, e per fortuna fra poco è Natale e ci riposiamo un po' tutti"... ;)).
Le mandorle non mi hanno stancata perché questo libro, e tento di spiegarlo un po' anche nei capitoli introduttivi al libro stesso, chiamandolo "canovaccio", è stato per me una specie di viaggio alla scoperta di un ingrediente che credevo di conoscere benissimo.
Non dico che così non fosse, le mandorle campeggiavano nelle pagine di questo blog fin dagli albori del lontano 2008, ma ora è come se avessi "familiarizzato".
Non parlo soltanto dei viaggi in Puglia e in Sicilia, degli stivali sporchi di terra, dei petali e dei frutti, della macchina noleggiata e di me alla guida (io, che al volante meglio che lasciamo stare) a cercare di scoprire e di capire, ma anche e semplicemente delle tantissime mandorle sgusciate, spellate, tritate, sfilettate in quest'ultimo anno, delle riflessioni sul gusto che hanno, su come dialogano con tutti gli altri ingredienti, su quello che succede cambiandone la forma, tostandole o meno, lasciando loro la pelle o meno.
Parlo del fatto che ora sembra tutto più semplice, che mi viene da usarle ancora di più, che farlo, questo libro, è stato come una meravigliosa palestra, che per me ogni ricetta ne contiene altre cento perché essa stessa è cento volte declinabile, una volta che hai capito il meccanismo che c'è dietro, come tecnica e come sapori.
Penso alla pasta di mercoledì scorso e alle chitarrine al nero di seppia e gamberi del libro si vedono qui).
Non sono entrambe dei pesti di mandorle per mantecare a cui si aggiungono da un lato crostacei dall'altro frutti di mare, da un lato pomodorini confit, dall'altro broccoletti scottati (dentro al pesto in questo secondo caso)?
Allora il mio pensiero vola alla vellutata di cavolfiore gorgonzola e mandorle del libro: quei broccoletti del pesto di mercoledì, broccoletti e mandorle, non verranno forse dal fatto che so che crucifere e mandorle stanno da dio e lo so dal libro?
Allora, mandorle e broccoli, ce l'ho (nella vellutata); poi pesto per mantecare e sapori di mare, ce l'ho (nelle linguine al nero), e allora non devo stupirmi se la pasta del penultimo post è uscita senza pensarci, perché questo libro è stato per me come studiare. Studiare, ed ora ce l'ho nelle mani, ed è una sensazione bellissima.
E' una sensazione bellissima e penso che potrei continuare all'infinito: penso ai tre pesti che stanno all'inizio del libro, frutto del cappero, pomodori secchi e olive nere: non sono tre basi su cui "montare" ulteriori salse per condire la pasta, oltre che usarli semplicemente così?
A volte mi sembra come di essere in grado ora di cortocircuitare alcune ricette tra loro, e andare avanti ad oltranza: è questo che intendo quando dico che mi pare di non stancarmi!
Mi sembra, davvero, a volte di aver appena iniziato...



Ad ogni modo, come dicevo ieri e l'altroieri, siamo alla terza delle tre ricette a base di mandorle, che servono da un lato a festeggiare l'uscita del libro e la prima presentazione a Roma il 15 dicembre presso il ristorante La Veranda, dall'altro ad esorcizzare "paure" che in realtà sono già state esorcizzate, sono "passate" grazie al libro stesso:

  1. pasta lunga
  2. pesce
  3. glasse e frosting
Siamo alle glasse e ai frosting (eh, dovevo dirlo no? che quattro foto-quattro non bastavano ;-)).
Siamo alle glasse e ai frosting e devo dire che la paranoia di "pettinarle" per la foto ormai mi è passata (più o meno, imprecando solo un po' ecco appena prima di scattare...).

Stavolta, per la torta di oggi intendo, che come le altre due ricette di questo "menù virtuale" della virtuale "festa delle menarole" non appartiene al libro ma come dicevo l'altroieri scaturisce da un mio colpo di genio di domenica scorsa (come non avessi già molto da fare in questi ultimi giorni), il frosting (una specie di glassa insomma) è a base di mascarpone e yogurt greco.
E la torta è una sorella, con qualche mandorla in meno e con i mandarini cinesi (kumquat) al posto delle clementine, di questa.

Il collegamento con il pistolotto fatto nel prima parte del post, invece (quindi oltre alla filippica appena sopra sull'esorcizzare le paure fotografiche), è che un accostamento di sapori che ho indagato, e provato in varie salse (dolce, salato, piccante), nel libro, è quello mandorle-agrumi.
Nella rilette di alici, mandorle, agrumi e finocchietto selvatico, nel pesto mandorle olive nere e arancia, nella trota croccante alle mandorle, nei bocconcini di pollo fritto al rosmarini, zenzero, limone e mandorle, nel polpettone al limone con mandorle e vino bianco, nella torta vintage di mandorle, nei panettoni con mandorle, olio extravergine d'oliva, agrumi e Grand Marnier, nei carré con cioccolato bianco, mandorle, mirtilli rossi e glassa (eccola, la glassa! ;)) agli agrumi, nel biancomangiare al latte di mandorla e fichi d'india...


torta di mandorle, kumquat e vaniglia con yogurt e mascarpone
ingredienti (per una torta diametro 20 cm circa)
240 g di mandarini cinesi
120 g di burro morbido a pezzetti
100 g di zucchero semolato
80 g di mandorle spellate
2 uova
i semini estratti da una stecca di vaniglia più quelli per decorare (facoltativi)
150 g di farina
1 cucchiaino di lievito
i semini estratti da uno o due baccelli di vaniglia
per il frosting
170 g di yogurt greco
70 g di zucchero a velo
100 g di mascarpone
per la decorazione
6-8 mandarini cinesi per la decorazione
1-2 cucchiai di zucchero di canna in cristalli un cucchiaio di mandorle a lamelle leggermente tostate
i semini estratti da un baccello di vaniglia (facoltativi)

Preriscaldare il forno a 160 °C.
Imburrare e infarinare una tortiere
La vare molto bene i mandarini cinesi e metterli in una pentola capiente contenente acqua fredda.
Porre la pentola sul fuoco e portare ad ebollizione per circa 8 minuti o finché i mandarini non diventano morbidi.
Scolarli, asciugarli velocemente, poi tagliarli a metà e privarli dei semini.
Frullare bene e tenere da parte.
Nel robot da cucina, tritare le mandorle insieme allo zucchero, poi aggiungere a questo composto le uova, una per volta e mescolando, poi il burro, poi il composto di mandarini tritati e infine la farina precedentemente mescolata al lievito.
Versare nella teglia preparata, livellare e poi far cuocere nel forno già caldo per 45-50 minuti.

Nel frattempo preparare il frosting battendo insieme con le fruste elettriche lo yogurt, il mascarpone e lo zucchero.
Riporre in frigo.

Una volta sfornata la torta (prova stecchino o lama di coltello) lasciar riposare 10 minuti, poi sformarla su un piatto.

Quando la torta è completamente fredda, ricoprirla di composto allo yogurt e mascarpone aiutandosi con un coltello o una spatola, poi decorarla con i mandarini cinesi tagliati a metà e caramellati qualche minuto in una padella antiaderente con lo zucchero e un cucchiaio di acqua, con le mandorle a lamelle tostate, e con pochi semini estratti da un baccello di vaniglia






giovedì 11 dicembre 2014

filetti di merluzzo con cipollotti, panna e mandorle croccanti

Bene, siamo alla seconda ricetta del menù dedicato al festeggiamento delle mandorle e della imminente prima presentazione e Roma.

Sono anche, come ormai vado blaterando da tre gg, in fare "pianificazione" delle prossime date e dei prossimi luoghi, quindi se non siete di Roma, poco male, VOTATE nel sondaggio che si trova qua nella colonna di destra la città che preferireste (SOTTO AL GATTO :)).
E se la città non c'è, scrivetemi la vostra preferita in un commento.
Purtroppo ho scoperto solo dopo che il sondaggio non può essere modificato una volta che i votanti hanno cominciato ad esprimere le loro preferenze (e mi pare anche un discorso giusto), ma io mi sto appuntando anche gli ulteriori apporti...

Cmq Bologna sta stracciando tutti, seguita a ruota da Torino.
Poi, al momento, dei parimerito, tra cui anche Pescara che non risulta ma io sto tenendo il conto.

Quindi:

  1. VOTATE (colonna di destra sotto gatto)
  2. Torniamo alla ricetta e ai miei talloni di Achille e il "vaccino" che il libroha costituito in merito a questi.
    • Impiattare pasta lunga? Fatto (ieri)
    • Fotografare pesce? Oggi.
    • Glasse e frosting? Domani, si vedrà! ;-)




filetti di merluzzo con cipollotti, panna e mandorle croccanti
ingredienti per 3-4 persone
3-4 filetti di merluzzo
3-4 cipollotti
mezzo bicchiere di panna
burro
sale, pepe bianco
mandorle a lamelle

Tagliare i filetti di merluzzo (ancora con la pelle da un lato) in piccoli tranci trasversali da 2-3 cm l'uno.
Tagliare sottilmente i cipollati e farli dorare in una noce di burro in un'ampia padella.
A questo punto aggiungere delicatamente i filetti di merluzzo e cuocere un minuto per lato, girandoli delicatamente.
Aggiungere un pizzico di sale, poi la panna, e lasciare che terminino la cottura per ancora un paio di minuti.
A parte, far tostare in un padellino antiaderente e senza l'aggiunta di grassi, una manciata di mandorle a lamelle.
Impiattare il pesce togliendo prima (se preferite) la pelle che verrà via benissimo, aggiungendo poi un un po' del sui sughino alla panna e cipollotti e le mandorle croccanti sopra. Pepare a piacere.

(io l'ho servito con spinaci facili facili in foglia velocemente stufati in padella con poco burro, noce moscata e Parmigiano Reggiano)


mercoledì 10 dicembre 2014

linguine al pesto di mandorle e broccoletti con cozze, pepe e pecorino

Nello scorso "week end lungo" avevo un miliardo di cose da fare.
Sono indietro di mail importanti (di amici, conoscenti, lettori) a cui rispondere, di cose da organizzare e da cucinare (con chef, ristorante ospite, amiche che aiutano nell'organizzazione), di pacco di mandorle da Noto da tracciare e di pacco di forse ulteriori libri da Milano da far arrivare.
Sono indietro di inviti, di preparativi, e di vacanze (sì, vacanze :)) da organizzare.
Sono indietro su un paio di menù da elaborare, di spesa da portare avanti, di preparazioni da pianificare per un servizio foto da fare appena torno dalle vacanze di cui sopra e ancora nemmeno del tutto uscita dalle feste natalizie.
Sono indietro di concentrazione, sono indietro rispetto a me.
E immaginavo di mettermi se non "in paro" almeno di recuperare un po', lo scorso finesettimana.
Solo che poi mi è venuta "l'idea".
L'idea di aspettare insieme a voi la presentazione del libro, prossimo lunedì 15 dicembre ore 18,30 a La Veranda, Roma, condividendo insieme una specie di "menù per festeggiare le mandorle".
Ovviamente tale menù non sono ricette che fortuitamente non sono state inserite nel libro e che ora posso bellamente utilizzare mentre cerco di recuperare le altre millemila cose di cui sono rimasta indietro, no, sono ricette nuove, il genio di Vaniglia, sono anzi ricette che mi sono venute in mente di realizzare domenica mattina al supermercato!
Ognuna rappresenta una specie di mio tallone di Achille, e saranno tre.
Questo anche voglio festeggiare. I talloni di Achille che libro mi ha aiutata in qualche modo a sconfiggere: la paura di impiattare (e fotografare!) la pasta lunga, quella di cucinare il pesce, quella infine dei frosting e le glasse.


Ecco dunque a voi la prima ricetta.
Di pesti alle mandorle, "colorati e no", nel libro, ne troverete. Questo è uno nuovo venuto in mente, come dicevo, domenica mattina, guardando i broccoletti e pensando che con le mandorle ci starebbero stati un gran bene.
Pensa che ti ripensa a come fare a tritarli, ho deciso di scottarli velocissimamente e di tuffarli poi in acqua ghiacciata, per preservarne sì, il colore e la croccantezza, ma anche tutte quelle proprietà che i cibi sani trattengono quando non vengono cotti (o stracotti).
Insomma broccoletti appena scottati frullati con le mandorle. Una roba proprio da me.
Siccome era domenica poi, e siccome il finesettimana dell'Immacolata rendeva l'atmosfera ancora più festosa, io non ho potuto fare a meno di pensare che due cozze ci sarebbero state bene.
Due cozze rosa-rosse, in quel bel piatti verse.
E a quel punto le cozze da una parte e i broccoletti dall'altra hanno tirato dentro la ricetta il pecorino, e quest'ultimo il pepe.
Una ricetta con più sapori insieme, bella carica.
Proprio come immagino io il maniere di una domenica di festa d'inverno... :)

linguine al pesto di mandorle e broccoletti con cozze, pepe e pecorino
ingredienti per 4 persone
320 g circa di linguine
200 g di broccoletti puliti
80 g di mandorle
200 g di cozze già sgusciate
olio extravergine d'oliva, qb (abbondante)
pecorino
sale
pepe

Separare bene le singole infiorescenze dei broccoletti tra loro, lavare e scolare bene, poi tuffarli per uno-due minuti in una capace casseruola piena di acqua bollente, e da lì scolarli e tuffarli direttamente in recipiente contenente acqua ghiacciata.
Scolare bene e asciugare.
Trasferire i broccoletti nel robot da cucina insieme alle mandorle, mezzo bicchiere di olio extravergine d'oliva, una presa di sale, poi frullare fino ad ottenere una crema dalla consistenza grossolana (o almeno così piace a me, voi proseguite fino alla consistenza preferita).
Aggiustare di olio e versare nella ciotola in cui verrà mantecata la pasta. Diluire con qualche cucchiaio di acqua di cottura e tenere da parte.
A parte, in una capace padella che possa contenere poi tutta la pasta ed il condimento, saltare le cozze pochi minuti in un filo d'olio con un piccolo spicchio d'aglio fatto dorare nell'olio e poi tolto, togliere dal fuoco, aggiungere poco pepe, molto prezzemolo tritato, mescolare e tenere in caldo.
Cuocere le linguine in abbondante acqua salata, scolare al dente e versare nella ciotola contenente il pesto di broccoletti e mandorle.
Mescolare bene, poi trasferire nella padella contenente le cozze, e a fuoco medio mescolare di nuovo.
Servire con una abbondante pepata e una spolverata di pecorino, se piace (a me tanto :)).

martedì 9 dicembre 2014

All'ombra dei mandorli in fiore. La presentazione a Roma. (e le successive da pianificare... ;-))

Posso dirlo apertamente?
Aiuto.

No perché l’anno scorso ero stata costumatissima, ma questa fase, ora che so’ due posso confermare, è un vero incubo.

Ha ragione mia sorella piccola, Irene, quella con l’occhiofotografico micidiale, il senso del bello e delle poche parole che arrivano come macigni, capricornaccio quale è, para-para Monsieur Patou e che come lui parla poco ma quando parla parla: “Te alle presentazioni non devi fa’ niente: a quella di Fabriano ti aiuto io! Tu devi solo andare a farti i capelli, sceglierti un bel vestito, comprare un paio di scarpe nuove e autografare un botto di libri, ecco”.

E invece finisce sempre che tra inviti, mail, robe tipo “eventi FB” che per me sono l’assoluto baratro (chissà come funziona ‘sta testa mia?), sopralluoghi dagli amici de La Veranda, ordine di pacchi di mandorle dalla Sicilia, ordine di pacchi di libri da Milano, ricerca di un volenteroso brillante benevolo giornalista, io arrivi sempre pallida come un cencio e assolutamente “auto-pettinata”.

Insomma, oggi è solo per ricordarvi, nel caso venerdì scorso foste già in giro per il week end lungo, che fra meno di una settimana (ripeto, menodiunasettimana), io farò qui a Roma la prima presentazione del mio secondo libro, qui a Roma, presso il ristorante La Veranda.
Ricordate La Veranda, no? Chef Claudio Favale, Aida e Alessia, La Grande Bellezza e tutti i miei racconti di quello che ruota intorno a questo posto magico e per me ormai pieno di affetti…




Bene, per chi ci è stato anche l’anno scorso, sa di cosa parlo.
Per chi è “nuovo”, forse lo saprà molto presto, cioè menodiunasettimana. ;-)
Lunedì prossimo, 15 dicembre, con me e Claudio che degustiamo insieme a voi le 4 cultivar di mandorlo illustrate nel libro, e poi insieme ad un bicchiere di vino e un aperitivo di quelli che piacciono a me, frugali e molto molto chic, faremo tutti insieme (tuttinsieme, ho detto ;-)) quattro (magari conoscendomi anche otto) chiacchiere sul tema… (le domande, fatele facili ok??? J)

Qua sotto il volantino d’invito.
Siete tutti invitati, fatemi sapere, se riuscite, se verrete, in modo che a ‘ste mandorle dalla Sicilia e a ‘sti libri da Milano je posso dà’na contata… ;-)

Info e partecipazioni in risposta a questo post, a quello di venerdì, alla mia pagina fb o a quella di Vaniglia, sulla mia mail vanigliacooking@gmail.com o ai recapiti di Aida, che vedete in calce all'invito qua sopra.
Insomma, come volete voi, basta che fate un fischio! :)


Vi aspetto. Passate voce. Sfacciatamente.

Rossella

NB.
Mi è venuta un'idea.
Per le prossime presentazioni. Volevo un po' chiedere il vostro parere.

Come forse molti di voi sanno ne abbiamo già una in programma a Fabriano, domenica 1 febbraio.
Poi a Pesaro alla libreria Il Catalogo, come l'anno scorso, a gennaio o febbraio.
Poi, un po' appoggiandomi dai pazienti parenti e presso pazienti amici sparsi per il territorio, vorrei organizzare altre date.
Allora ho pensato: voi dove siete? Dove vi piacerebbe venissi co' sto libretto qua? Dove potreste raggiungermi?
Ho buttato su un sondaggio, mettendo qualche posto, al momento.

Il sondaggio si trova nella colonna di destra del blog, e rimarrà un mesetto abbondante.
VOTATE, VOTATE, VOTATE!!!

Vedo è modificabile, quindi se arrivano domande su altri luoghi, e se sono un po', io aggiungo.. 
Ho messo la possibilità di mettere più luoghi, confidando sul vostro buon cuore. Ovvero, per fare un esempio, se siete toscani e avete modo di raggiungermi sia a Lucca che a Firenze, potete mettere la crocetta su entrambe, così io capirò che per voi è indifferente...

Attendo vostre, e non vedo l'ora di sapere cosa uscirà da questa Vaniglia-topografia... :D

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