venerdì 21 novembre 2014

Crostoni per un aperitivo autunnale con pane alle noci, rape rosse, yogurt e semi

Questo post è per fare ammenda di quello sulla montagna, la neve, il lago e i casunziei di qualche giorno fa.
Non che non sia un bel post, eh?
Non che i ravioli di rapa rossa e semi di papavero non sia no buoni, eh?
Anzi, io non dovrei dirlo ma sono meravigliosi.
Non dovrei dirlo perché è come se la padrona di casa che vi serve una portata a cena esordisse con "sono meravigliosi", che non è che sia il massimo del bon ton; però io lo faccio lo stesso per difenderli dall'incipit di questo post come da me medesima di pissòna pìssonalmente pronunciato.
Ovvero, sì, son buoni ma il ripieno, come ve l'ho postato, è un filino abbondante per quella pasta lì.
Quindi, o diminuite il ripieno (cosa che vedo al momento difficilina perchè quando si tratta di dimezzare un uovo io mi innervosisco sempre un po'), o raddoppiate la dose per la pasta (cosa ben più fattibile), oppure, piano C che è quello che vi propongo oggi, congelate il ripieno ben chiuso in uno o due vasetti, e poi lo usate per altri casunziei quando vi aggrada di rifarli, oppure ancora, in questi crostini autunnali qui, facili facili facili e molto furbi.
Dato che è una "ricetta-toppa", le dosi ve le do a spanne. Anzi non ve le do. Anzi scriverla in forma di ricetta mi fa quasi strano.
Comunque, infondo, è per un aperitivo di quelli rustici, da fare in campagna nella bruma dei primi freddi, magari all'aperto guardando le colline, accompagnato da un buon vino rosso novello, ed oggi è venerdì: possiamo essere non fiscali, vero?? ;-)



Crostoni autunnali di pane alle noci con rape rosse yogurt e semi
Ingredienti
purea di rape rosse (ricetta qui)
fette di pane alle noci (se volete farlo da voi trovate la ricetta qui, che secondo me anche le mele malaccio non ci stanno, oppure semplicemente non le mettete)
un vasetto di yogurt intero compatto o di panna acida
semi di lino

Tostare le fette di pane e spalmarvi sopra la purea di rape rosse, poi un cucchiaino di yogurt (o panna acida), poi pochi semi di lino o di papavero o quello che vi aggrada.
Servire subito.

Buon finesettimana a tutti!!!


mercoledì 19 novembre 2014

Torta senza farina (né olio, né burro :)) con mandorle e pistacchi

E qui vi voglio!
(cioè qui MI voglio)
Mi sono tanto trattenuta e giuro mi sto ancora trattenendo.
A postare mandorle.

Nel senso che prima, mi venivano idee che confluivano regolarmente in una ipotetica e non troppo ordinata cartella mentale dedicata, nella mia testolina, al libro, mentre adesso, che mi sento come un giochino caricato a molla, non vorrei starvi a tediare con le ulteriori infinite idee che mi sembrano arrivare da ovunque (anche se ogni tanto, come oggi, mi scappa, e lo faccio).
Mi sembra come se si fosse innescato un meccanismo, un bellissimo meccanismo, per cui il libro non è finito, nella mia testa. E' come una ricerca, non un libro, questa sulle mandorle, sono delle domande in parte risposte in parte aperte, che vivono in altre domande e in altre ricette, che sembrano arrivare, chiamarmi, interrogarmi a loro volta, ed è una cosa bellissima.
Era successo anche con i biscotti, ma questo secondo tema è forse più complesso ed articolato, oppure semplicemente, allora, subito dopo era arrivato un secondo argomento a tenermi occupata e a curarmi dal primo libro...
Chissà se ce ne sarà mai un altro a curarmi da questo... ;-)

Nel frattempo però, ovvero mentre tento disperatamente di ripigliare ritmi normali (vedere gli amici, vedere le mie sorelle, andare a lezione di yoga, cucinare robe autunnali, coccolare - o farmi coccolare da - il gatto o preparare una cena degna di questo nome), qualche mandorletta mi scappa, magari abbinata a quanto di più divino tra i cugini della frutta secca è abbinabile, ovvero il pistacchio, e magari, tritando-tritando 'sti due, anche omettendo i grassi e la farina, a questo punto, dato che una sorta di farina mandorla e pistacchio tritati la fanno loro stessi.
Trattasi quella a seguire di una mia rivisitazione di una ricettina vista tempo fa qui, e trovo geniale la sua consistenza, la presenza della benefica frutta secca (in questo caso alla seconda potenza), nonché la totale assenza do olio o burro e di farina, cosa che credo non dispiacerà agli intolleranti al glutine che leggono il blog o capitano da queste parti (dei quali aspetto pareri consigli giudizi esclamazioni di ogni genere).
Insomma alla fine della fiera io ho cambiato qualche proporzione, il rapporto uova/albumi sottratto una buona dose di zucchero, trasformato arrotondando a mia immagine e somiglianza le cups in grammi, cosparso abbondantemente di pistacchio tritato anche il sopra della torta ed ecco qua, a voi la parola, o la forchetta, ora.

Ah, dimenticavo, Babbo Natale, sei lìììì? Io ho bisogno di un food processor. Non me lo sono meritato, dopotutto? ;-P Che 'sto dolcino (per non parlare del resto ormai alle stampe) per farlo l'ho tritato in 4 rate con un aggeggio minuscolo preso coi punti all'università e con le lame ormai tonde).
Veramente meriterei anche una Canon EOS 5D Markva', ma non voglio gravarti troppo, voglio anzi farti credere di essere fortunato a dovermi gentilmente recapitare solo un food processor, e che per il prossimo corpo macchina, ok, vabbè, cercherò di essere brava ancora un altro po' e di procrastinare, costruendomi intanto un gigante salvadanaio di ceramica a forma di cinghiale, da riempire nell'arco dei prossimi anni luce continuando a far lavorare l'attrezzatura a disposizione... ;-)
Ti ho convinto?
Nooo?
Serve una fetta di torta?

Eccola a seguire! :D

Torta senza farina con mandorle e pistacchi
ingredienti (per uno stampo diametro 22 cm circa)
150 g di mandorle con la pellicina
200 g di pistacchi (più 50 g circa per la copertura)
100 g di zucchero di canna (integrale o in cristalli)
un cucchiaino di cardamomo tritato finemente
3 uova intere + 2 albumi
un pizzico di sale

Mettere le mandorle a bagno un un recipiente d'acqua per circa mezz'ora, poi scolarle bene.
Tritare finemente insieme le mandorle con i pistacchi e lo zucchero, il cardamomo ed il sale fino ad ottenere un composto dalla consistenza di briciole.
Aggiungere le uova e gli albumi e mescolare bene.
Versare il tutto in uno stampo precedentemente foderato di carta da forno e cuocere per circa un'ora e 10 minuti nel forno già caldo a 160 °C.

lunedì 17 novembre 2014

Treccia lievitata con zucca e cioccolato.

Questa treccia è la naturale conseguenza di due tra le mie ricette preferite su questo blog.
Tra quelle a base di zucca più cucinate da me, amici e parenti, e pescate tra queste pagine, ci sono infatti gli immortali paninetti alla zucca preparati dalla sottoscritta per la prima volta anni e anni orsono, che il blog non aveva compiuto nemmeno un mese, con il lievito di birra, e un po' più recentemente con la pasta madre (ricetta che a casa mia impazza tutti e dico tutti i santi autunni-inverni), e i dolcetti soffici con olio d'oliva, zucca e cioccolato.
E' una naturale conseguenza di queste due ricette e anche del fatto che a me i finesettimana piace dedicarmi alle lievitazioni lente (quando possibile), e che spesso i lievitati autunnali prendono questo simpatico colore arancio, che guardacaso diventa ancora più simpatico se si "sporca" di cioccolato!
Rispetto ai sopracitati panini, qui ci sono le uova (panini dolci, si zucchero sì burro ma no uova; brioches si zucchero, sì burro sì uova, sto cercando di fare ordine mentale... :)).
Quando mi è venuto in mente di preparala era già domenica pomeriggio, quindi alla fine della fiera ho iniziato un po' tardi, per essere un lievitato naturale.

Quindi, a dirla tutta, e le mancava ancora poca poca lievitazione finale, solo che all'una e mezza e con addosso tutta la stanchezza del libro appena consegnato, non ce l'ho fatta a reggere fino alle due passate di domenica notte e poi reiniziare la settimana lavorativa tutta pesta e insonnolita (come se non fosse da me :)), ma insomma male male non mi pare, anzi, era buonissima già così, figuriamoci coi tempi giusti (che sono quelli che vi scrivo a seguire. :)


Treccia lievitata di zucca e cioccolato
Ingredienti per due trecce
500 g di farina Manitoba
200 g di farina forte (o 0 o comunque molto proteica) + qualche cucchiaio per aggiustare l'impasto
150 g di lievito madre a temperatura ambiente e rinfrescato uno o due giorni prima
80 g di latte appena tiepido
1 uovo
100 gr di zucchero di canna in cristalli
80 g di burro a temperatura ambiente
80 g di purea di zucca*
100 g di cioccolato fondente
1 o 2 cucchiai di cacao amaro in polvere

Il procedimento è il classico delle lunghe lievitazioni, ovvero una volta pronta e a temperatura ambiente la purea di zucca*, di scioglie la pasta madre nel latte tiepido e vi si aggiungono le farine, mescolando bene.
Si procede aggiungendo la purea di zucca, lo zucchero e l'uovo, sempre impastando continuamente fino a che la farina non ha assorbito bene tutti i liquidi.
In ultimo si aggiunge il burro morbido e si continua ad impastare a lungo.
Io tendo a tenere l'impasto molto umido, al limite del colloso, ma in questa fase può essere utile aggiungere qualche cucchiaio di farina per aiutarsi ad ottenere un insieme omogeneo ed elastico (nb. la quantità di farina "in più" dipenderà dalla forza della farina usata: le Manitoba e le farine forti hanno infatti maggiore capacità di raccogliere acqua, e quindi servirà meno farina per avare un impasto elastico ed omogeneo).
Dividere l'impasto a metà e lasciar lievitare circa 4 ore o fino al raddoppio della massa.
Trascorso questo tempo stendere la prima delle due parti in un rettangolo di circa 40 x 50 cm (può essere utile aiutarsi con della farina spolverizzata sulla spianatoia e sul matterello in questa fase), cospargervi all'interno la metà del cacao, poi grattugiarvi la metà cioccolato fondente.
Arrotolare il rettangolo su se stesso sul lato lungo formando una lunga girella a forma di cilindro.
Tagliare longitudinalmente la girella in due e attorcigliare ciascuna delle due parti prima su su se stessa, poi l'un l'altra come a formare un cordone.
A questo punto schiacciare bene il cordone come ad accorciarlo (a "costiparlo" nel senso della lunghezza) ed inserire la treccia così ottenuta in uno stampo da plum cake di circa 12 x 24 cm.
Ripetere l'operazione con la seconda treccia e lasciar lievitare entrambe al caldo ancora circa un paio d'ore.

Cuocere in forno già caldo, a 180à C per circa 40 minuti.

Servire tiepida con un velo di marmellata di prugna o di agrumi, o semplicemente così.



*ottenuta cuocendo in forno e poi schiacciando con una forchetta delle fette di Butternut o Violina  spesse uno o due centimetri fino a che non diventavo cedevoli ma non sfatte (una ventina di minuti circa)








giovedì 13 novembre 2014

Vellutata di funghi con porcini, cannellini, panna acida e briciole croccanti al profumo d'aglio

Devo dirvi una cosa che non c'entra nulla coi porcini, tanto per iniziare.
Mi sono resa conto, rispondendo ai vostri commenti all'ultimo post, di quanto questi siano importanti per me. Con i feedback in generale, le mail, le parole sulla pagina fb e su twitter.
Sì, lo sono nel senso "solito", ovvero come arricchimento, come nutrimento del blog stesso e soprattutto come riscontro, ma anche in un senso più personale.
Mi sono resa conto soprattutto nell'ultimo anno, dal primoal secondolibro per capirci, che i vostri commenti hanno fatto sì che io avessi finalmente come una consapevolezza di questi due.
Non so se è una cosa che riesco ad esprimere bene, adesso, ma ci provo.
Chi mi conosce (e ormai anche un po' forse chi mi conosce leggendomi) sa che quando faccio alcune cose, soprattutto quelle che mi appassionano, mi ci metto tutta dentro, perseguo l'obiettivo ma mi piace anche un po' lasciarmi trasportare. Divento spesso un tutt'uno con questa "cosa".
La scrittura. La cucina. La fotografia.
Questa è cosa buona, credo, e magari a volte si percepisce anche.
Solo che mi permette meno di vedere il tutto "dal di fuori".
Ci sto talmente "dentro", al libro, alla presentazione, a tutto quello che ruota intorno al farlo e al condividerlo, che non mi rendo mica benissimo conto di quello che mi sta accadendo!
Che è una fortuna averli potuti fare, 'sti libri, che è vero che è il sogno di molte blogger, che fino a due anni fa io nemmeno riuscivo a pensarlo "voglio scrivere un libro", tanto sono timida in tal senso, anche con me stessa, e che se fino a due anni fa mi sembrava una cosa lontanissima da me e irrealizzabile, adesso, presa dal "fare", non ne sento quasi l'eccezionalità, anche se so che oggettivamente lo è.
Sono i vostri commenti che mi riportano alla realtà, quando mi dite "goditi il momento" (ed io penso "allora mi sta accadendo qualcosa di cui poter godere"), o quando mi scrivete "chissà come sarai orgogliosa" (ed io penso "orgogliosa? e perchè?", ma poi rifletto un attimo e dico "Rosse', suvvia inorgoglisciti, non stare sempre a pensare come avresti potuto fare meglio...), o quando mi dite "ora riposati"...
Insomma questo per dire che è bello avere voi da quella parte che oltre a spalleggiare in qualche modo vi "occupate" di me, vi interessate a me.
Che mi "badate" più di quanto non faccia io a volte.
E per dirvi anche che vi ascolto, in questo, che se ci penso è un fatto del tutto personale; che vi ascolto un po' come foste qualcuno di famiglia, che tengo al vostro giudizio e al vostro parere, che ormai mi permetto anche di dirvi "vi va di andare a stressare i librai per me?" ;-P
Insomma ok me la pianto.
Solo piccole riflessioni tra me e me la sera che in autobus (come ieri) rispondo in ritardo ai vostri bellissimi commenti (tutti un po' ammonticchiati, i miei, ma ci tengo, ci tengo proprio anche se non ca la faccio sempre, a tutti), e che volevo condividere.



Ah e poi la vellutata.
La vellutata la fate con la meno costosa delle confezioni di funghi che trovate al banco frigo, i pleurotus, frullandoci insieme il più normale dei fagioli, i borlotti, anche già cotti dai (ma che se possono presenta' così le ricetteeee??? ;-P), insieme ad una manciata d porcini secchi che non mi dite che in questo periodo dell'anno non ce li avete, in casa.
Qualche fetta sbriciolata di pane ripassato alo forno con pochissimo aglio e olio, una cucchiaiata di panna acida (non è esattamente lo stesso ma al limite un po' di philadelphia può sopperire), una bella pepata, olio buono e fate un figurone (e ve lo meritate, con tutto quello che mi sopportate! ;-*)

Baci


Vellutata di funghi con porcini, cannellini, panna acida e briciole croccanti al profumo d'aglio
ingredienti per 4 persone
1 litro circa di brodo caldo (io ho usato un brodo vegetale)
2 spicchio d'aglio
1 o 2 cipolle dorate
30 g di porcini secchi
300 g di funghi pleurotus
400 g di fagioli cannellini in scatola (240 g peso sgocciolato)
100 ml circa di panna (facoltativa)
100 g circa di panna acida (molto consigliabile ;-))
12 fettine circa di baguette (o equivalente peso del pane preferito)
burro, olio extravergine d'oliva, sale, pepe di mulinello

Preriscaldare il forno a 200 °C.
Mescolare 4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva con uno dei due spicchi d'aglio scacciato, sale e pepe.
Spezzare con le mani le fettine di pane in briciole grossolane e mescolarle, aiutandosi con le mani, con il composto di olio e aglio.
Disporle ben separate tra loro sulla teglia del forno rivestita di carta da forno e far dorare per 5-8 minuti o finché non diventeranno croccanti.

Far rinvenire i funghi porcini in circa 250 ml del brodo caldo.

Nel frattempo tagliare grossolanamente i funghi pleurotus e farli ammorbidire in un'ampia padella con una noce di burro, fino a che non avranno perso un po' di acqua (5-10 minuti). Salare un poco e pepare durante la cottura.

Togliere l'anima all'aglio e tagliare sottilmente le cipolle, poi far imbiondire entrambi con poco olio in un ampio tegame.
Aggiungere a questo punto i porcini con il loro liquido (lasciando ne da parte qualcuno per la decorazione) e i pleurotus con il loro liquido.

Coprire con una parte di brodo e far sobbollirei fuoco medio per 5-10 minuti, poi aggiungere i cannellini e proseguire ancora per 5-10 minuti, eventualmente aggiungendo un po' di brodo caldo.

Trascorso questo tempo, frullare bene con il frullatore ad immersione, regolando di brodo se occorre, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.

A questo punto aggiungere la panna, mescolare, e distribuire nei piatti.

Finire con un cucchiaio o due di panna acida, le briciole di pane croccanti all'aglio e qualche porcino intero tenuto da parte. Pepe di mulinello abbondante e un filo d'olio.




_______
ps. altra vellutata furba e con il legumi al posto delle patate a "legare" è questa, con zucca, cannellini e pancetta croccante (guarda caso anche qui panna acida ;-))
http://vanigliacooking.blogspot.it/2011/11/vellutata-di-zucca-e-cannellini-con.html

ciaooooo!!!!





martedì 11 novembre 2014

All'ombra dei mandorli in fiore. Il libro.

All'ombra dei mandorli in fiore ci sono i petali.
C'è un venticello lieve e breve.
C'è la terra che sembra grosse briciole da passare tra le mani.
Ci sono i miei passi che affondano, che si fermano timidi e poi ripartono.
Ci sono i miei occhi mai sazi di cielo e luce e aria.
Ci sono gli odori, e i sapori, le passioni e le intemperie.
Ci sono le domande, le battaglie, i sorrisi e le partenze.
C'è il caleidoscopio dei "vetri" della mia Canon. Sembrano infiniti specchi in cui riflettersi o detto cui ripararsi, e a volte si rovesciano e guardano verso di me.
Ci sono notti a cercare di risolvere.
E i giorni in cui cercare di strappare quel riflesso di luce. Proprio quello lì.

Ci sono mio padre accigliato se salto il pranzo per fotografare, mio padre orgoglioso a vedermi fotografare. Mia madre preoccupata quando vede il mio viso pallido e stanco, mia madre indaffarata che interviene pronta quando il set si rovescia e con questo il liquore alle mandorle sui lini di nonna, e in tre minuti lava e stira (lava e stira, sì, in tre minuti) tutto. Ed io col respiro sospeso fino a che tutto non torna come prima.
Grazie a lei meglio di prima.
Ci sono le mie sorelle divertite e fintamente spazientite.
Le mie amiche blogger che mi ascoltano. Che sanno di che parlo e cosa provo.

Ci sono i lettori, che ho passato alcuni momenti che senza le lettere e i commenti e il loro supporto, non lo so mica se ora questo libro sarebbe qui.
Ci sono gli sforzi per capirsi con il mio editore. I giri di bozze, come giri di valzer troppo veloci e intensi senza rischiare di pestarsi almeno una volta un piede.
Ci sono i treni per Milano e le riunioni illuminanti e illuminate.
Il lavoro di squadra, serrato, continuato.
C'è Liz che mi legge nel pensiero. Fin dal primo momento e oltre.
C'è un Art Director che mi ha adottato (mi sa che ho fatto bene a propinargli fin da subito una fetta di dolce al lampone! ;)) e che è addirittura capace di farmi ragionare (e chi mi conosce sa che non è cosa da poco :)).

Ci sono le volte che la lista delle cose da fare sembrava troppo lunga, le volte che di sera, uscendo stanca dall'ufficio e attraversando a ritroso Roma, mi dicevo "adesso inizia di nuovo la giornata lavorativa".
Ci sono Monsieur Patou che pazientemente ascolta, ascolta, e poi guarda, osserva, consiglia, riflette e mi fa riflettere.
C'è il compromesso raggiunto col mio gatto che negli ultimi mesi si è accontentato di dormire la sera sulle mie gambe sul divano, io contornata di quaderni e appunti, lui dietro "la meletta" come dicevamo noi, ovvero dietro il computer Apple appoggiato anch'esso sulle mie gambe, e non troppo contento di dovermi dividere con quel coso acceso..

Aggiungi didascalia




Ci sono cose che a descriverle ora sembra quasi ormai tutto passato, cose di cui pensavo di essere guarita, mentre invece no, invece non è passato un bel niente, e Vanigliatuttadiunpezzo è bastato che vedesse anche solo la prima di queste foto che vedete qua sopra anche voi, che ha sentito di nuovo tutto, dalla fatica all'entusiasmo, alla passione alla pignoleria alla tensione alla felicità, e un bel lacrimotto gli è scappato finalmente.

Per fortuna era un momento in cui nessuno poteva vederla, e sì, tutto quello che doveva uscire fuori è uscito, e si è portato appresso anche le fatiche e l'orgoglio del primo libro, e le emozioni trattenute allora, perché c'era da pensare ad un altro progetto, una cosa tosta, e lunga, se vuoi beccarlo in fiore, in frutto, il tuo albero, e metabolizzare bene tutte le ricette e capire davvero, indagare bene questo ingrediente, e faro ancora più tuo, e fare in modo di renderlo anche il più possibile vostro.

E poi certi progetti lunghi, sono quelli che ti entrano di più dentro, che a lasciarli andare senti uno strappetto, che l'idea che finalmente sia lì, fatto di carta e colore, con Olivier (l'Art Director di cui sopra ;-)) che gli sta facendo da angelo custode (che ci sta facendo da angelo custode) e che ha scattato queste foto che io ho indegnamente postprodotto e che volevo tanto vedere insieme a voi, e che proprio in questo momento, più o meno, al libro, staranno dando 'na cucita, e che fra poco più di una manciata di ore, tutti i giorni che ho passato pensandolo, fotografandolo, cucinandolo, assaggiandolo combattendolo e difendendolo al tempo stesso, tutti quei giorni possano prendere il volo, beh, è qualcosa che mi emoziona davvero.
Che mi fa tremare le gambe.

Tutto questo (e soprattutto quest'ultimo periodo di ben dieci righe ad esprimere che non sto respirando tantissimo in effetti ora ;-)) per dirvi che il libro c'è.

Si chiama All'ombra dei mandorli in fiore. Un ricettario dolce e salato. 
E' già prenotabile su Amazonsul sito Bibliotheca Culinaria, dove potete trovare già molto più di un'anteprima..

C'è una cosa importante, di questo libro come di Profumo di Biscotti (e tutti i libri editi da Bibliotheca Culinaria), che voglio dire e che non è secondaria.
Si può dedurre da queste foto, e spesso passa in secondo piano, perchè si da per scontata, anche se non lo è affatto.
Questo libro è stampato IN ITALIA, e su carta certificata FSC.
Questo perchè io e il mio editore ci crediamo.
E' una cosa che comporta anche questa lavoro, e fatica, maggiore qualità e tutela ambientale e sociale, chilometro zero (non solo sulle mandorle!), minori guadagni e l'impossibilità di stracciare il prezzo di copertina.
Fateci caso, quando comprate un libro. Anche quelli italiani, moltissimi di questi sono stampati in Cina, ed io sono orgogliosa che il mio editore faccia invece questa scelta coraggiosa, ogni volta.






La data di uscita è il 15 Novembre.
Da quella data in poi immagino che Amazon ritorni al "classico 15%" (ora, in "prevendita" è al 33%), mentre Bibliotheca Culinaria ha tutti i suoi titoli in offerta al 25% per tutto il mese di Novembre e immagino ragionevolmente che saranno i primi a poter fisicamente spedire (ivi compresa la spedizione a me medesima ;-)).

Abbiamo inoltre già qualche data confermata per il tour delle presentazioni in giro per l'Italia (cominciate a prendere appunti, poi darò notizia e fornirò approfondimenti):

A Roma: il 15 (o 16) dicembre presso il Ristorante La Veranda, Borgo Santo Spirito, (dove ci siamo incontrati anche l'anno scorso con i biscotti)

A Pesaro: una data da destinarsi a Gennaio presso gli amici della libreria Il Catalogo dove  avevo presentato anche lo scorso gennaio (mi sto facendo adottare troppo? ;))

A Fabriano: il 1 febbraio all'Hotel Janus (più avanti i dettagli)

Stiamo inoltre lavorando su Bologna, Firenze e/o dintorni, Milano, forse Puglia (e vediamo se ce la faccio con l'amata Sicilia), oltre alle new entry che con me sono possibilissime!


Per i tradizionalisti che amano l'acquisto in libreria, qui arriveranno scaglionati, a seconda dei tempi dei diversi distributori.
Dato che ci sono già passata l'anno scorso, chiedo a chi di voi è interessato, di fare una cosa per me.
Anzi, fatelo anche se non siete interessati ;-P

Domandate. Chiedete. Alla libreria piccola sotto casa, Alla grande distribuzione, ad Amazon se sembra dormire (quest'anno sembra che siamo partiti un po' meglio però... L'anno scorso il sistema si incagliava ogni volta che i libri finivano.. Ma non dico nulla va' ;-P).

Domandate, insistete, se vi va scrivete commenti e recensioni, mandate foto dove volete, feedback di qualsiasi tipo qui, sulla pagina fb di Vaniglia, su Twitter, su Instagram, scrivetemi, ma soprattutto rompete l'anima ai librai, che se fino a dentro la tipografia di angelo custode ne basta uno (uno bravo però! ;)), là fuori, in giro per il mondo, me ne serve un esercito, a badare a 'sto libro qua, a capire se cammina bene, a dire "mi piace", "non mi piace", "io l'avrei fatto così", "mia mamma l'agnello in crosta di mandorle lo fa così", "mia nonna il latte di mandorle lo fa cosà".

Io sono qui.
Che parlo (anche troppo).
E da ora sono in ascolto.


__________________________________
Aggiornamento del 11 novembre 8.00

Appena sveglia accendo il pc e monitoro la situazione.
Su Amazon è tornato, purtroppo, al 15% di sconto invece che il 33%.
Immagino ci fossero un tot di copie che presumo siano già finite (ieri, pur essendo ancora solo in prevendita, il libro risultava ad un certo punto cinquantunesimo nelle classifica bestsellers di Amazon!!!).
Sabato fuori classifica, domenica, ai primi ordini intorno alla posizione 23.000, ieri 51.
Ovviamente si tratta di classifiche mutevoli ed aleatorie, fatte non so su che basi e che regole, ma ho avuto la netta sensazione (forse più di una sensazione) che alcuni di voi stessero davvero già ordinando!
Avrei sperato ancora qualche giorno di "promozione", ma niente da fare...
Ora poi si dice "disponibile dal 30 Novembre ", anche se so che chi lo ha ordinato lo avrà a giorni, forse lo vedrà anche prima di me! :)
Insomma, solite avventure di inizio distribuzione.

Buona giornata a tutti, di nuovo...

giovedì 6 novembre 2014

Crostoni alla zucca saltata, cipollotti, stracchino e pinoli tostati

Giovedì scorso Profumo di biscotti compiva un anno.
Un anno esatto.
Lui compiva un anno ed io stavo "liberando" l'altro.
Liberando lui o forse liberando me.

Dicendo finalmente, dopo infiniti rimpalli, correzioni, verifiche di ricette, aggiustamenti, riscontri, passaggi con il grafico e l'editore, "vai, ti lascio andare, ora ti mollo, mollo le stampette dell'ultimo impaginato coi miei scarabocchi a margine, mollo le mail in cui dico "pagina 63 secondo capoverso, mettiamo "finemente" dopo "tritate" sennò può sembrare che non sia farina (di mandorle)", o Pagina 98 correggere 150 g di burro con 120 g"  [e mille altre cose così..], mollo quella sensazione di stanchezza e concentrazione, uscendo dall'ufficio e con in testa la lista di cose da fare in serata e nottetempo (assieme alla cena da preparare e varie altre incombenze per tenere grossomodo in piedi casa e famiglia) per rispondere al grafico e all'editore, decisioni da prendere, piccole magagne da risolvere. Capisco che sta per (e deve) cominciare a camminare con le sue gambe.
Lascio andare tutto e me ne rendo conto solo ora.
Cioè solo da una settimana giusta fa.

Un compleanno da festeggiare e un nuovo libro che va in stampa.
Lo realizzo solo all'ultimo.
Mentre dai file stanno generando i supporti di stampa, e a breve i pixel diventeranno carta.
Esco dall'ufficio per la pausa pranzo, perchè ho finalmente, una tantum, anche riguadagnato la pausa pranzo.
Decido di andarmi a prendere un panino con la porchetta e di mangiarmelo qua dietro, a Villa Borghese, sul prato, perchè c'è il sole (cioè una settimana fa c'ERA il soloe ;)), per festeggiare qualcosa che arriva nella mia mente piano piano.
Mi rendo conto che "domani è Halloween" (sempre una settimana fa) e non ho cucinato ancora quasi nulla con la zucca; mi rendo conto che POSSO ricominciare (più o meno ;-P) a spadellare quello che mi passa per la testa, che sono finite le ricette da verificare, che è autunno e che esistono castagne, nocciole, zucca e zuppette calde da propinarvi.
Partiamo con la zucca, sono troppo rilassata e mi piace vincere facile  ;-)
Vi scoccia se ve la propongo in qualche ulteriore salsa oltre alle recenti tagliatelle? Dato che, si sa, una volta aperta, la zucca, ce ne è per cucinare!

La ricetta di oggi è appunto una cosa a metà tra il rilassato e il finesettimana autunnale che ormai è alle porte. Una ricetta da aperitivo autunnale ecco.

Che si può dire chiecchierando.

Per 8 fette non troppo grandi di pane vi occorreranno un paio di fette di zucca Butternut da 1-2 cm tagliate a dadini di circa mezzo cm l'uno, un paio di cipollotti tagliati sottili, 100 grammi di stracchino (come vedete dalle foto io sono stata morigerata, se vi piace potete anche abbondare con 120, 150 grammi), una manciata di pinoli leggermente tostati e poco olio extravergine d'oliva, sale, pepe.

La "ricetta", se così si può definire, sta tutta nel saltare nell'olio in un'ampia padella antiaderente la zucca a cubetti, facendola rosolare e ammorbidire (ma non troppo) e salandola e pepandola bene.
A questo punto basta tostare il pane ed assemblare i crostoni spalmandovi lo stracchino, disponendovi su zucca e cipollotti, poi i pinoli, ancora un filino d'olio e se occorre poco sale e pepe in aggiunta.

Unico difetto, 8 fette so' poche. Anche solo per due persone ;-P



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